Festa galattica degli hackers e dell'ICATA dell'89 ad Amsterdam

Lo scambio libero e senza alcun ostacolo dell’informazione sia un elemento essenziale delle nostre libertà fondamentali e debba essere sostenuto in ogni circostanza. La tecnologia dell’informazione deve essere a disposizione di tutti e nessuna considerazione di natura politica, economica o tecnica debba impedire l’esercizio di questo diritto. 

Tutta intera la popolazione debba poter controllare, in ogni momento, i poteri del governo; la tecnologia dell’informazione deve allargare e non ridurre l’estensione di questo diritto. L’informazione appartiene a tutto il mondo. Gli informatici, scientifici e tecnici, sono al servizio di tutti noi. Non bisogna permettere loro di restare una casta di tecnocrati privilegiati, senza che questi debbano rendere conto a nessuno del loro operato. Il diritto all’informazione si unisce al diritto di scegliere il vettore di questa informazione. Nessun modello unico di informatizzazione deve essere imposto a un individuo, una comunità o a una nazione qualsiasi. In particolare, bisogna resistere alla pressione esercitata dalle tecnologie «avanzate» ma non convenienti. Al loro posto, bisogna sviluppare dei metodi e degli equipaggiamenti che permettano una migliore convivialità, a prezzi e domanda ridotti. La nostra preoccupazione più forte è la protezione delle libertà fondamentali; noi quindi domandiamo che nessuna informazione di natura privata sia stockata, né ricercata tramite mezzi elettronici senza accordo esplicito da parte della persona interessata. Il nostro obiettivo è di rendere liberamente accessibile i dati pubblici, proteggere senza incertezze i dati privati. Bisogna sviluppare delle norme in questo senso, insieme agli organismi e alle persone interessati. Ogni informazione non consensuale deve essere bandita dal campo dell’informatica. Sia i dati che le reti devono avere libertà d’accesso. La repressione dei pirati deve divenire senza fondamento, alla maniera dei servizi segreti. Parallelamente domandiamo che tutte le legislazioni, in progetto o già in applicazione, rivolte contro i pirati e che non perseguono scopi criminali o commerciali, siano ritirati immediatamente. L’informatica non deve essere utilizzata dai governi e dalle grandi imprese per controllare e opprimere tutto il mondo. Al contrario, essa deve essere utilizzata come puro strumento di emancipazione, di progresso, di formazione e di piacere. Al contempo, l’influenza delle istituzioni militari sull’informatica e la scienza in generale deve cessare. Bisogna che sia riconosciuto il diritto d’avere delle connessioni senza alcuna restrizione con tutte le reti e i servizi internazionali di comunicazione di dati, senza interventi e controlli di qualsiasi sorta. Bisogna stabilire dei tetti di spesa, per paese, per avere accesso a questi vettori di comunicazione di dati pubblici e privati. Si deve facilitare quei paesi senza una buona infrastruttura di telecomunicazione e la loro partecipazione alla struttura mondiale. Noi ci indirizziamo agli utilizzatori progressisti di tecnologie di informazione nel mondo affinché socializzino le loro conoscenze e specializzazioni in questo campo con delle organizzazioni di base, al fine di rendere possibile uno scambio internazionale e interdisciplinare di idee e informazioni tramite delle reti internazionali. Ogni informazione è al contempo deformazione. Il diritto all’informazione è al contempo inseparabilmente legato al diritto alla deformazione, che appartiene a tutto il mondo. Più si produce informazione, e più si crea un caos di informazione sfociante sempre più in rumore. La distruzione dell’informazione come del resto la sua produzione, è il diritto inalienabile di ognuno. Bisognerebbe sovvertire i canali regolamentari e convenzionali dell’informazione grazie a dei detournements e a dei cambiamenti surrealisti degli avvenimenti, al fine di produrre del caos, del rumore, dello spreco i quali, a loro volta, saranno considerati come portatori di informazione. La libertà di stampa deve applicarsi anche alle pubblicazioni tecno-anarchiche, che appaiono in giro, per reclamare la liberazione dei popoli, la fine delle tirannie della macchina e del sistema sugli uomini.

Francesco Dattolo | email: info[at]gnucms.org, info[at]francescodattolo.it | mobile: +39 328 84 59 794 | P.IVA 05800731217 | C.F.DTTFNC74A05I073V

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